Le vacanze in Abruzzo, quest’estate, si preannunciano più impegnative del solito per Enrico, cinquantottenne milanese dirigente di banca. Una commemorazione organizzata dal gruppo scout locale lo costringe infatti a riaprire la ferita più dolorosa della sua vita. Quarant’anni prima, nell’estate del 1982, Paola, la sua ragazza, è stata brutalmente uccisa e il suo cadavere abusato durante un campeggio itinerante sulla Maiella. Il colpevole è stato identificato e condannato.
Da decenni Enrico cerca di dimenticare quella notte e solo per l’insistenza della sua vecchia compagnia e di don Patrick, sacerdote ed ex capoclan degli scout, accetta controvoglia di partecipare alla cerimonia. Ma in quell’occasione di ricordo qualcosa va storto: l’arrivo inatteso di Franca, amica precipitata nel vortice della tossicodipendenza, sconvolge tutti. La donna lancia accuse pesanti, insinuando che dietro l’omicidio di Paola si nasconda una verità mai emersa.
Enrico potrebbe liquidare quelle parole come il delirio di una persona instabile. Ma sente di non poterlo fare. Comincia a scavare – prima dentro sé stesso, rivivendo tutti gli eventi che precedettero quella notte tragica, poi ripercorrendo i fatti alla luce delle nuove rivelazioni, grazie anche all’aiuto di un maresciallo dei carabinieri in pensione.
Quello che scoprirà sarà destinato a cambiare la sua vita per sempre.
Con D’estate e di morte Romano De Marco si conferma tra le voci più originali e potenti del thriller italiano.




